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	<title>emissioni Archivi - Enermea - Gli specialisti dell’efficienza energetica</title>
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	<title>emissioni Archivi - Enermea - Gli specialisti dell’efficienza energetica</title>
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		<title>Fonti rinnovabili: 7 volte più efficienti del nucleare per ridurre le emissioni</title>
		<link>https://www.enermea.com/fonti-rinnovabili-7-volte-piu-efficienti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[enermaster]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Apr 2021 08:30:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[CO2]]></category>
		<category><![CDATA[emissioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Uno studio dell&#8217;Università del Sussex ha confermato che le energie rinnovabili sono molto più efficaci del nucleare nel ridurre le emissioni di carbonio derivanti dalla produzione di energia elettrica.  Lo studio &#8220;Differences in carbon emission reduction betwwen countries pursuing renewable electricity versus nuclear power&#8221; afferma che le fonti rinnovabili sono fino a sette volte più ... <a title="Fonti rinnovabili: 7 volte più efficienti del nucleare per ridurre le emissioni" class="read-more" href="https://www.enermea.com/fonti-rinnovabili-7-volte-piu-efficienti/" aria-label="Per saperne di più su Fonti rinnovabili: 7 volte più efficienti del nucleare per ridurre le emissioni">Leggi tutto</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Uno studio dell&#8217;Università del Sussex ha confermato che le energie rinnovabili sono molto più efficaci del nucleare nel ridurre le emissioni di carbonio derivanti dalla produzione di energia elettrica. </em></p>
<p>Lo studio <em>&#8220;Differences in carbon emission reduction betwwen countries pursuing renewable electricity versus nuclear power&#8221;</em> afferma che le <strong>fonti</strong> <strong>rinnovabili</strong> sono fino a<strong> sette volte più efficienti</strong> dell&#8217;energia nucleare.</p>
<p>Per di più, afferma che il nucleare non può più essere considerato efficace come tecnologia energetica a basse emissioni di carbonio. Piuttosto, consiglia di passare rapidamente alle rinnovabili per ridurre nel minor tempo possibile le emissioni, anche dal punto di vista economico.</p>
<h2>Le ipotesi</h2>
<p>Sono tre le ipotesi testate a fronte di 25 anni e di generazione e di dati sulle emissioni di 123 paesi.</p>
<ul>
<li>H1: se il Paese adotta il nucleare, le emissioni diminuiscono;</li>
<li>H2: se il Paese sceglie le risorse rinnovabili, le emissioni diminuiscono;</li>
<li>H3: rinnovabili e nucleare non possono coesistere contemporaneamente perché finirebbero per escludersi a vicenda fino ad annullarsi a livello di sistema energetico.</li>
</ul>
<p>Dai test effettuati, è emersa da un lato una scarsa correlazione tra la produzione relativa di elettricità nucleare e le emissioni di CO2 pro-capite. Dall&#8217;altra un collegamento con il Pil pro-capite delle nazioni studiate.</p>
<p>Pare che i Paesi con un alto Pil pro-capite abbiano ridotto le emissioni con l&#8217;aumento del nucleare. Quelli con un Pil pro-capite basso hanno invece aumentato le emissioni di CO2 con l&#8217;uso del nucleare. Questa correlazione con il Pil pro-capite non è stata registrata invece per le rinnovabili.  Quest&#8217;ultime vedono in qualsiasi periodo e per ogni Paese, il verificarsi di una diminuzione delle emissioni di CO2 associate alla tecnologia.</p>
<p>Il rapporto dell&#8217;Università del Sussex non ha considerato molti fattori fondamentali che avrebbe delineato un quadro più preciso delle due strategie a confronto. Ha infatti considerato le sole emissioni di carbonio. Resta comunque il fatto che le rinnovabili abbattono più efficacemente le emissioni di carbonio, ovunque nel mondo.</p>
<p>È quindi imprescindibile il riscontro negativo registrato dall&#8217;energia nucleare.</p>
<p>I sistemi nucleari, infatti, in passato sono stati oggetto di applicazione di maggiori sovrapprezzi di costruzione, maggiori ritardi e tempi di consegna più lunghi rispetto ai progetti concernenti le energie rinnovabili.</p>
<h3>Progetti di energia elettrica</h3>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-26999 alignleft" src="https://test.enermea.com/wp-content/uploads/2021/03/Grafico.png" alt="" width="683" height="458" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel grafico è possibile constatare quanto appena affermato.</p>
<p>Il grafico mostra 273 progetti di energia elettrica su un periodo di 50 anni. L&#8217;analisi rivela che il tempo medio di realizzazione di un progetto nucleare è di 90 mesi, con punte di oltre 150 mesi. I progetti relativi alle fonti rinnovabili, invece, in particolare quelli del fotovoltaico, sono stati realizzati in media in 40 mesi. Emerge quindi chiaramente cha a fronte di ogni dollaro investito c&#8217;è una riduzione delle emissioni più rapida. Al contrario, quanto accade per i progetti nucleari su larga scala (con tempi più lunghi e soggetti a ritardi).</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>In conclusione, quindi, i ricercatori dell&#8217;Università del Sussex affermano che i dati emersi da questa analisi sono già da soli sufficienti per far aprire gli occhi dei Paesi sulla questione.</p>
<p>Perché i Paesi riducano notevolmente le loro emissioni, le loro scelte di investimento devono perciò ricadere sulle <strong>fonti rinnovabili</strong> per ricevere in cambio maggiori benefici climatici oltre che economici.</p>
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		<title>Come i fondi europei aiuteranno aziende e privati post Covid-19</title>
		<link>https://www.enermea.com/fondi-europei-post-covid-19/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[enermaster]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Apr 2021 09:00:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[consumi]]></category>
		<category><![CDATA[domanda elettrica]]></category>
		<category><![CDATA[emissioni]]></category>
		<category><![CDATA[piano energia clima]]></category>
		<category><![CDATA[risorse rinnovabili]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità ambientale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;interesse di aziende e privati si sta sempre più spostando verso la sostenibilità ambientale. Ciò si traduce inevitabilmente in una maggiore attenzione agli investimenti, che stanno sempre più virando verso tecnologie green ed innovative. Riscontri concreti di questo nuovo approccio alle tematiche ambientali arrivano dall&#8217;UE. La Commissione Europea ha infatti proposto il taglio del 55% ... <a title="Come i fondi europei aiuteranno aziende e privati post Covid-19" class="read-more" href="https://www.enermea.com/fondi-europei-post-covid-19/" aria-label="Per saperne di più su Come i fondi europei aiuteranno aziende e privati post Covid-19">Leggi tutto</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L&#8217;interesse di aziende e privati si sta sempre più spostando verso la sostenibilità ambientale. Ciò si traduce inevitabilmente in una maggiore attenzione agli investimenti, che stanno sempre più virando verso tecnologie green ed innovative.</em></p>
<p>Riscontri concreti di questo nuovo approccio alle tematiche ambientali arrivano dall&#8217;UE. La Commissione Europea ha infatti proposto il <strong>taglio del 55% delle emissioni climalteranti</strong> rispetto ai valori del 1990 contro la riduzione del 40% finora prevista. L&#8217;obiettivo è quello di realizzare e consolidare i nuovi impegni fisati al 2030. Un taglio, fortemente voluto anche dal Parlamento Europeo.</p>
<p>Gli ambientalisti hanno fatto sentire la propria voce chiedendo un incremento della percentuale di riduzione pari a un valore compreso tra il 60% e il 65%, a fronte dell&#8217;incremento di 1,5°C. Sono queste percentuali ad essere la base per una rivisitazione decisiva dei Piani Energia Clima di tutti i Paesi.</p>
<p>Vediamo quale potrebbe essere lo scenario che ci attende.</p>
<h2>Il Piano Energia Clima italiano dovrà</h2>
<ul>
<li>correggere la percentuale della quota di rinnovabili elettriche, passando <strong>dal 55% dei consumi ad un valore pari ai 2/3 della domanda di elettricità. </strong>Ciò si traduce a sua volta in un&#8217;accelerazione del solare, ad esempio attraverso applicazioni come le centrali off-shore e dell&#8217;agro-fotovoltaico;</li>
<li><strong>ridurre i consumi energetici</strong> con l&#8217;aiuto di un<strong> ecobonus</strong> rivisitato con i fondi europei a partire dal 2022;</li>
<li>incrementare il numero di <strong>auto elettriche al 2030</strong>, passando dall&#8217;attuale obiettivo fissato al 2030 di un taglio del 37,5% delle emissioni di CO al 50%, mettendo in circolo sulle strade italiane 6 mio di auto elettriche.</li>
</ul>
<p>A sostegno di questo cambio di rotta, ci sono i già citati fondi europei (utili anche a tamponare i danni alle realtà italiane scaturiti dalle restrizioni e le chiusure delle stesse durante il primo lockdown per l&#8217;emergenza Covid-19). Tali fondi andrebbero a finanziare progetti green e sostenibili di una certa valenza. Devono quindi nascere da iniziative solide, oltre che avere caratteristiche che rispecchiano i valori della sostenibilità ambientale.</p>
<ul style="list-style-type: square;">
<li>Il 37% delle risorse sarà destinato ad investimenti e iniziative che favoriscano la transizione verde.</li>
<li>Il 20% delle risorse andrà invece alla digitalizzazione.</li>
<li>Il 60% di queste risorse dovranno essere impegnate entro il 2022 e le realizzazioni dei progetti dovranno completarsi entro il 2026.</li>
<li>Pare inoltre che il 34% delle risorse andrò a coprire i progetti (aggiuntivi rispetto alle politiche ordinarie di investimenti dello Stato e ai fondi europei di coesione) del Mezzogiorno.</li>
</ul>
<h3>Le soluzioni</h3>
<p>È quindi necessario definire un piano di investimenti che difenda il paese dall&#8217;accelerazione climatica. Accelerazione che si concretizza in una serie di interventi di larga portata che tiene conto di eventi estremi e conseguenti danni, o rilanci l&#8217;industria, puntando alla sfida climatica. Significa quindi ricostruire la base produttiva del paese concentrando le risorse</p>
<ol>
<li>sulle industrie trainanti (fotovoltaico, sistemi di accumulo, veicoli elettrici, acciaierie verdi, etc)</li>
<li>sulle industrie capaci di porsi e raggiungere obiettivi green entro il 2030.</li>
</ol>
<p>Oppure puntare all&#8217;innovazione, investendo una percentuale maggiore di risorse rispetto a quella tutt&#8217;ora investita (1,4% del Pil) in attività di ricerca e sperimentazione.</p>
<p>I fondi europei a sostegno degli investimenti e progetti green e sostenibili insieme sono rilevanti per vincere la sfida dettata dall&#8217;emergenza climatica e per dirigerci verso una nuova era caratterizzata da una nuova economia.</p>
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