Sono anni che per evitare interventi invasivi,
risparmiare tempo e denaro, si parla di termografia.
Noi di Enermea l’adottiamo e la mettiamo a disposizione delle imprese nostre clienti.
Ma quanti sanno cos’è realmente?
Per permettere alle attività di evitare interventi invasivi, è nata la termografia: stiamo parlando di una tecnica diagnostica non distruttiva che sfrutta il principio fisico secondo il quale qualunque corpo abbia una temperatura maggiore dello zero assoluto (-237,14 °C) emette energia sotto forma di radiazione infrarossa.
Nel fotovoltaico, con l’utilizzo di questa particolare tecnica diagnostica si ricerca la presenza di eventuali surriscaldamenti dei pannelli fotovoltaici e la ricerca dei cosiddetti hot spot, i “punti caldi” che identificano i malfunzionamenti dei pannelli fotovoltaici.
Perché è bene intervenire subito sui pannelli fotovoltaici che presentano tali hot spot?
Perché i pannelli solari dell’intero impianto funzionano meglio a temperature più basse (25°C circa) e questo significa che a temperature più alte, con un surriscaldamento dei moduli, il rendimento dell’impianto potrebbe ridursi. E in questo caso che si presentano i punti caldi che identificano a loro volta le celle difettose che vanno sostituite prima di compromettere tutte le altre celle collegate in serie.
Enermea ha introdotto questa nuova tecnica diagnostica in diversi ambiti:
- ambito industriale, per la manutenzione degli impianti;
- ambito idraulico, per l’individuazione di perdite d’acqua,
- ambito meccanico, per l’individuazione di aumenti di calore associabili ad anomalie al sistema,
- ambito elettronico, per l’analisi di schede, componenti, quadri ed interruttori.
Con la termografia permettiamo a tutte le nostre imprese clienti di eseguire con rapidità il controllo di vaste aree,
anche poco accessibili, senza la necessità di eseguire un fermo macchina come avviene per i controlli aziendali.
Se sei curioso di saperne di più scrivici a info@enermea.com