Il recente decreto ha ridefinito ufficialmente le “aree idonee” per l’installazione di impianti FER (fotovoltaico, eolico, agrivoltaico) sia su terra che in mare, introducendo criteri nazionali vincolanti e procedure semplificate per autorizzazioni e connessioni.
Tra le novità:
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Siti già occupati da impianti rinnovabili (purché le modifiche non amplino l’area oltre il 20 %) possono essere riqualificati con iter semplificato.
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Aree industriali, ex cave, discariche, aree dismesse, terreni compatibili diventano “automaticamente idonee”.
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Per l’agrivoltaico è confermato che l’installazione è ammessa se i moduli sono posizionati con altezza da terra conforme al nuovo decreto.
Cosa significa concretamente
- Maggiore certezza normativa: le Regioni non possono più decidere in modo discrezionale, ma devono attenersi ai criteri nazionali.
- Tempi più rapidi per autorizzazioni e connessioni: procedure semplificate per le aree idonee.
- Opportunità per nuovi progetti e per riqualificare impianti esistenti (con potenziale per accumulo/agrivoltaico).
Perché oggi è il momento giusto
Il decreto ‒ entrato in vigore il 22 novembre 2025 ‒ ridefinisce le regole del gioco per le FER in Italia: chi ha un progetto FER, un terreno dismesso, un’area industriale o vuole ragionare su agrivoltaico, ora può farlo con maggiore chiarezza normativa.
Attivare un progetto ora significa beneficiare di una governance nuova, procedure snelle, maggiore certezza sui tempi e sulle autorizzazioni.
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Se stai pensando a nuovi impianti, potenziamenti o riqualifiche, contattaci o scrivi a info@enermea.it per un’analisi preliminare: possiamo aiutarti a interpretare il decreto, verificare i vincoli e mappare le aree idonee.
